LA CARTA DEI VALORI DEL LAVORO

La responsabilità libera le persone
dai rigidi sistemi di controllo

Non siamo tutti uguali.
Difendiamo le differenze di trattamento quando ci sono delle buone ragioni
per farlo, perché le persone sono diverse e questa diversità va difesa.
Dare a tutti le stesse cose non funziona perché le stesse cose
non vanno bene per tutti.
Dobbiamo offrire a tutti le stesse possibilità.
Crediamo nelle persone che lavorano.
Persone con desideri, aspirazioni, sogni propri.
Non sono ingranaggi in una macchina.
Non sono numeri. Hanno capacità, passioni, curiosità,
stimolando le quali possono fare cose straordinarie.

La carta dei valori
del lavoro

La responsabilità libera le persone
dai rigidi sistemi di controllo

Non siamo tutti uguali.

Difendiamo le differenze di trattamento quando
ci sono delle buone ragioni per farlo,
perché le persone sono diverse
e questa diversità va difesa.

Dare a tutti le stesse cose non funziona perché
le stesse cose non vanno bene per tutti.
Dobbiamo offrire a tutti le stesse possibilità.

Crediamo nelle persone che lavorano.
Persone con desideri, aspirazioni, sogni propri.
Non sono ingranaggi in una macchina.
Non sono numeri. Hanno capacità, passioni,
curiosità, stimolando le quali possono
fare cose straordinarie.

Le differenze sono ciò che rendono ogni individuo unico, speciale.
Sono un valore in cui credere
e non un fattore di discriminazione.

Nel nostro lavoro siamo spesso chiamati a rappresentare gli interessi di imprese, organizzazioni, imprenditori, lavoratori e riconosciamo l’obbligo e il dovere morale di rappresentare i diritti di tutti.

Proprio per questo non possiamo più tollerare che i diritti fondamentali delle persone vengano violati.
Abbiamo deciso di schierarci contro tutte le forme di discriminazione e contro la deriva intellettuale che caratterizza troppo spesso i dibattiti su temi importanti.

La discriminazione si fonda su una comprensione superficiale della realtà.
C’è bisogno di competenza e di rimettere al centro contenuti valoriali importanti.

Schierarsi è un dovere,
perché abbiamo un ruolo importante
nel mondo che contribuiamo a costruire.

Non possiamo
accontentarci di una conoscenza
mediocre della realtà.

Vogliamo diffondere cultura del lavoro
e lavorare con aziende sane, serie,
che credono nei diritti fondamentali
e che puntano a promuovere le persone.
Che valorizzano la responsabilità piuttosto
che il controllo.

Che valutano i propri collaboratori per i risultati
e i meriti
e non per quante ore lavorano.

Le aziende a cui ci ispiriamo e in cui vogliamo
credere sono in grado di liberare tempo
piuttosto che occuparlo.
Sanno retribuire, ma anche costruire sistemi di
welfare che si vadano a integrare
con quelli del territorio.
Vedono nel licenziamento soltanto una extrema
ratio, perché dare sicurezza
ai dipendenti è importante.
Portano avanti una politica attiva per le donne.
Coinvolgono i dipendenti nei propri obiettivi,
a tutti i livelli.

Fiducia, lealtà, onestà, collaborazione
non sono opzioni per aziende
che vogliono essere leader.
Un’etica sana aiuta a raggiungere gli obiettivi
lavorativi, perché il lavoro è relazione,
è fare insieme qualcosa di concreto e utile per altre persone.

Crediamo nelle aziende che sanno creare contesti di valorizzazione delle persone e delle diversità.

Le differenze sono ciò che rendono ogni individuo unico, speciale.
Sono un valore in cui credere
e non un fattore di discriminazione.

Nel nostro lavoro siamo spesso chiamati a rappresentare gli interessi di imprese, organizzazioni, imprenditori, lavoratori e riconosciamo l’obbligo e il dovere morale di rappresentare i diritti di tutti.

Proprio per questo non possiamo più tollerare che i diritti fondamentali delle persone vengano violati.
Abbiamo deciso di schierarci contro tutte le forme di discriminazione e contro la deriva intellettuale che caratterizza troppo spesso i dibattiti su temi importanti.

La discriminazione si fonda su una comprensione superficiale della realtà.
C’è bisogno di competenza e di rimettere al centro contenuti valoriali importanti.
Non possiamo accontentarci di una conoscenza mediocre della realtà.

Schierarsi è un dovere,
perché abbiamo un ruolo importante
nel mondo che contribuiamo a costruire.

Vogliamo diffondere cultura del lavoro
e lavorare con aziende sane, serie,
che credono nei diritti fondamentali
e che puntano a promuovere le persone.
Che valorizzano la responsabilità piuttosto che il controllo.

Che valutano i propri collaboratori per i risultati e i meriti
e non per quante ore lavorano.

Le aziende a cui ci ispiriamo e in cui vogliamo credere
sono in grado di liberare tempo piuttosto che occuparlo.
Sanno retribuire, ma anche costruire sistemi di welfare
che si vadano a integrare con quelli del territorio.
Vedono nel licenziamento soltanto una extrema ratio,
perché dare sicurezza ai dipendenti è importante.
Portano avanti una politica attiva per le donne.
Coinvolgono i dipendenti nei propri obiettivi, a tutti i livelli.

Fiducia, lealtà, onestà, collaborazione non sono opzioni
per aziende che vogliono essere leader.
Un’etica sana aiuta a raggiungere gli obiettivi lavorativi,
perché il lavoro è relazione,
è fare insieme qualcosa di concreto e utile per altre persone.

Crediamo nelle aziende che sanno creare contesti
di valorizzazione delle persone e delle diversità.

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